Offerte commerciali: attenzione ai costi “occulti”

Offerta commerciale Energia

Oggi vi vogliamo illustrare un caso molto frequente in cui un’offerta commerciale, apparentemente vantaggiosa, di un fornitore di energia, può diventare antieconomica e determinare altresì, al posto del risparmio atteso, un aumento di spesa per il cliente. Le proposte di vendita dei vari fornitori generalmente espongono infatti bene in vista i prezzi dell’energia, sia luce e che gas, ma poi riportano in piccolo tutta una serie di articoli e condizioni che, in alcuni casi, possono determinare aumenti, anche consistenti, dei prezzi facciali esposti. Nella nostra attività di consulenza energetica alle PMI, ci confrontiamo quotidianamente con molti casi di offerte poco chiare o, nel peggiore dei casi, con pratiche commerciali scorrette. Alzi la mano chi è quell’imprenditore che, almeno per una volta, non è incappato in una situazione di questo tipo.

L’offerta del fornitore X Energia propone un prezzo in tre fasce F1, F2, F3, decisamente interessante, anzi molto più basso di quello che stai pagando ora. La tua azienda è in fase di riduzione costi e questa proposta porterebbe a dei risparmi significativi sulla spesa energetica. Il “consulente” che ti è venuto a trovare ti ha fatto anche un conteggio del risparmio, naturalmente su un foglio di carta, tutto scritto a mano, che poi farà opportunamente sparire, ma che in tutti i casi non ha nessun valore. Tutto bene allora, tu firmi e poi torni al tuo lavoro in azienda. Il “consulente”, che in realtà è un venditore a provvigione, nel frattempo sparisce. Dopo qualche mese arriva la prima bolletta e… sorpresa! Non solo i costi non si sono abbassati, ma ti sembra di pagare di più. C’è qualcosa che non quadra. Scartabelli in archivio, trovi il contratto che hai firmato e subito verifichi una cosa: il prezzo esposto nella CTE (Condizioni Tecnico Economiche) non corrisponde a quello che paghi in fattura, ovvero il prezzo che paghi nella fattura è nettamente più alto.

Escludiamo subito il caso dell’errore involontario di fatturazione che banalmente può essere determinato dall’inserimento a sistema del contratto da parte dell’operatore dell’azienda X Energia. In questo caso, ovviamente il cliente ha diritto a ricevere una nota di credito e tutto finisce bene. Ma purtroppo questo è il caso meno frequente. Che cosa è successo allora? Vediamo quali sono le pratiche più diffuse:

1. Hai sottoscritto l’offerta, ma nessuno ti ha informato che quell’offerta espone un prezzo di partenza, sul quale poi viene caricata mensilmente una quota variabile aggiornata secondo una qualche formula di indicizzazione. Insomma, pensavi di avere quel prezzo fisso e invece quello è solo il prezzo di partenza sul quale viene caricata la componente indicizzata. Succede spesso e quasi sempre dipende da una pratica scorretta del venditore che non ti ha informato. Il documento di offerta, infatti, anche se in caratteri minuscoli e spesso con linguaggio poco chiaro, se leggi bene riporta sempre se il prezzo è indicizzato e le relative modalità di indicizzazione.

2. Il prezzo esposto nell’offerta è in effetti un prezzo fisso e magari lo ritrovi anche in fattura. Ma a parità di consumo paghi più di prima. Perché? Guardi meglio e vedi subito che in fattura, oltre al prezzo di vendita, ci sono delle voci “nuove”, che apparentemente ti dicono poco, spesso riportate sotto il nome di, “oneri ammnistrativi”, “oneri di commercializzazione”, “oneri di sbilanciamento” ecc. Sono solo alcuni di quei costi “occulti”, che erano compresi nell’offerta che hai firmato, che hanno fatto lievitare il costo complessivo dell’energia.

Per quanto riguarda le sole componenti del prezzo di vendita (e non anche per i costi cosiddetti “passanti” quali dispacciamento, servizi di rete, oneri generali e imposte) è bene chiarire subito che il mercato libero consente alle aziende fornitrici di applicare le strutture tariffarie che meglio credono. Basta specificarlo nelle offerte, e questo generalmente viene fatto. Quello che non viene fatto quasi mai è spiegare bene al cliente quello che sta firmando. Con il risultato che il cliente nella migliore delle ipotesi non risparmia, ma anzi rischia di pagare l’energia il 20% o 30% in più di quello che pagava con il vecchio fornitore

In conclusione, prima di firmare un’offerta commerciale, verificate bene quello che c’è scritto nel documento e insistete per farvi illustrare nel dettaglio tutte le componenti di costo e gli oneri aggiuntivi. Nei casi dubbi, è bene evitare scelte affrettate e affidarsi agli esperti. Energiachiara con il suo team di consulenti, risolve quotidianamente casi di questo tipo, consigliando il cliente sulla migliore soluzione da prendere per ottimizzare i costi e risparmiare davvero.